Encephalitozoon cuniculi: una minaccia emergente per la salute oculare di gatti e cani

L’Encefalitozoonosi Oculare: Oltre il Modello del Coniglio

Sebbene l’Encephalitozoon cuniculi, un microsporidio zoonotico appartenente al phylum dei microsporidi, sia storicamente noto per colpire i conigli con patologie neurologiche, renali e oculari, la ricerca recente ha evidenziato il suo ruolo come agente causale di gravi affezioni oculari anche nei piccoli animali.
Uno studio retrospettivo condotto presso l’Università di Medicina Veterinaria di Vienna su 118 occhi di gatto e 9 di cane ha fornito nuove e cruciali prospettive cliniche su questa patologia spesso sottodiagnosticata.

Manifestazioni Cliniche: Cataratta e Segni Pathognomonici

La manifestazione più comune dell’encefalitozoonosi oculare in entrambe le specie è la cataratta focale corticale anteriore, spesso associata a uveite anteriore e lesioni del fondo oculare.
Nei gatti, la patologia colpisce prevalentemente soggetti giovani, con una mediana di 5,2 anni alla presentazione iniziale.
Un dettaglio morfologico di grande valore diagnostico è la presenza di un “processo vermiforme” o di un percorso simile a un foro che si estende posteriormente dalla cataratta focale anteriore, osservato in 37 occhi felini.
Nei cani, i sintomi tendono a manifestarsi ancora più precocemente, spesso entro i primi 18 mesi di vita. L’uveite anteriore sembra essere più frequente e precoce nel cane rispetto al gatto, un fenomeno probabilmente legato al minor spessore della capsula lenticolare canina rispetto a quella felina, che faciliterebbe la rottura della barriera del cristallino e la conseguente risposta infiammatoria.

Percorso Diagnostico: L’Importanza della PCR

La diagnosi di infezione da E. cuniculi richiede un approccio integrato:
1. Sierologia: Il test degli anticorpi (IFAT) è uno strumento non invasivo fondamentale, sebbene i titoli possano variare notevolmente tra i laboratori e persistano per anni anche dopo la rimozione del cristallino.
2. PCR (Polymerase Chain Reaction): È considerata lo strumento più sensibile, con una positività del 100% sui campioni di materiale lenticolare prelevati durante la chirurgia. Al contrario, la PCR su umor acqueo o urina è meno affidabile a causa della bassa concentrazione di spore o dell’escrezione intermittente.
3. Analisi dei Ceppi: Lo studio ha identificato i ceppi di tipo II, III e IV (il cosiddetto “ceppo umano”) nei pazienti felini e canini. L’assenza del tipo I suggerisce che la trasmissione dai conigli non sia la via principale, favorendo invece l’ipotesi di un contagio tramite roditori o per via transplacentare.

Opzioni di Trattamento: Chirurgia e Terapia Medica

Le evidenze indicano che le cataratte indotte da E. cuniculi progrediscono inesorabilmente senza un intervento chirurgico. La terapia più promettente consiste nella facoemulsificazione tempestiva coadiuvata da farmaci antinfiammatori e antiparassitari.
Il protocollo terapeutico sistemico raccomandato prevede l’uso di fenbendazolo (20–55,5 mg/kg SID per 3 settimane). Sebbene la chirurgia sia efficace nell’eliminare il parassita dalle strutture oculari, sono state riportate complicazioni post-operatorie come l’opacizzazione della capsula posteriore (PCO) e, in rari casi, lo sviluppo di neoplasie oculari secondarie all’infiammazione cronica, come il sarcoma oculare post-traumatico felino.

Considerazioni Finali

L’encefalitozoonosi deve essere inclusa nella diagnosi differenziale in presenza di cataratte corticali anteriori focali in gatti e cani giovani, specialmente se provenienti da colonie, rifugi o con un passato da randagi. La comprensione della presentazione clinica specifica e l’uso mirato della diagnostica molecolare sono essenziali per migliorare la prognosi visiva di questi pazienti.
Immaginate il cristallino come un caveau sigillato: finché il parassita (E. cuniculi) si moltiplica all’interno, la “sicurezza” (il sistema immunitario) non interviene; ma non appena la capsula si incrina, la fuoriuscita di materiale scatena una massiccia e distruttiva risposta difensiva (uveite), rendendo necessario l’intervento immediato di una squadra di rimozione specializzata (la chirurgia).
Hofmann-­ Wellenhof S, Nell B. Retrospective study on Encephalitozoon cuniculi infections in 118 cat and 9 dog eyes.
Vet Ophthalmol. 2025;28:830-846. doi:10.1111/vop.13301
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Roberto Lombardi

OFTALMOLOGIA VETERINARIA

Mi occupo di ofalmologia veterinaria, ma prima di tutto sono un grande appassionato di animali. Da anni mi occupo delle patologie dell’occhio che affliggono i nostri amici pelosi.